


Il Conto Energia
Notizia scritta da RC
IL CONTO ENERGIA
E’ una tariffa incentivante che premia chi produce energia da fonti rinnovabili. Sostanzialmente, l’energia prodotta dall’impianto può essere totalmente venduta, consumata oppure in parte consumata ed in parte venduta.
I vantaggi di questa forma di investimento sono i seguenti:
- Conguaglio sulla bolletta della luce.
E non oltre
- Il gestore dei servizi elettrici (GSE) si impegna con un contratto di 20 anni a riconoscere un incentivo per tutta l’energia prodotta. Le tariffe concesse variano in funzione della completa, parziale o non integrazione architettonica e della potenza dell’impianto. E’ inoltre previsto un incentivo, fino al 30%, per impianti che alimentano utenze di edifici sui quali sono stati effettuati interventi miglioranti la resa energetica dell’intero edificio che deve essere attestata da apposita certificazione energetica.
Come funziona in pratica il Conto Energia?
Come già in altri paesi Europei, anche in Italia il Governo ha attuato il piano d’incentivi per favorire la realizzazione di impianti fotovoltaici domestici, condominiali o industriali. Tale piano attuativo, chiamato Conto Energia, a fronte di alcuni parametri da rispettare, consente di scambiare o vendere alle società elettriche l'energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico. Grazie al Conto Energia, su un periodo di medio lunga durata, non solo non si paga per l’energia elettrica consumata ma si riesce a fare dei guadagni. L’impianto fotovoltaico diventa un vero e proprio investimento industriale.
Come posso accedere all’incentivo del Conto Energia?
Entro sessanta giorni dall’entrata in funzione dell’impianto occorre inviare al gestore della rete:
- Documentazione di conformità dell’impianto alle norme CEI;
- Scheda tecnica dell’impianto;
- Certificazione di collaudo;
- Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà autenticata.
Con il conto energia posso installare l’impianto fotovoltaico sul mio terreno?
Sì è possibile, fino ad oggi per accedere ai contributi statali non era possibile, con il conto energia ora si possono sfruttare anche ampi spazi di terreni per installare gli impianti fotovoltaici.
Cosa succede dopo 20 anni con il Conto Energia?
Dopo aver usufruito per 20 anni dell’incentivo statale, l’impianto fotovoltaico funzionerà in net metering, cioè ci sarà uno scambio alla pari con il gestore elettrico, come è avvenuto fino ad adesso per gli impianti che hanno usufruito di contributi statali.
Che cosa è lo ”scambio sul posto”?
Attraverso la Delibera n. 28/06 l’Autorità per l’energia elettrica definisce le “Condizioni tecnico-economiche del servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza nominale non superiore a 200 kWp, ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387”.
Ovvero definisce le regole attraverso cui viene regolamentato un contratto di scambio energetico tra il gestore della rete elettrica ed il produttore di energia da fonti rinnovabili.
In sostanza la delibera definisce che l’energia prodotta attraverso fonte rinnovabile e ceduta al gestore della rete verrà scontata sui consumi del produttore medesimo.
Facendo un esempio, una famiglia che attraverso il suo impianto fotovoltaico cede alla rete 3kWh non pagherà al gestore 3kWh assorbiti dalla rete.
Come si coniuga il “conto energia” con lo “scambio sul posto”?
L’Articolo 8 del decreto attuativo del conto energia definisce che; “la disciplina dello scambio sul posto continua ad applicarsi dopo il termine del periodo di diritto alla tariffe incentivante I benefici dello scambio sul posto sono aggiuntivi rispetto alle tariffe del conto energia .
Ciò significa che oltre alle tariffe incentivanti il produttore e/o l’utente responsabile ha diritto ad uno sconto sulla propria bolletta pari al valore di energia prodotta per la tariffa applicata dal gestore.
Inoltre, anche dopo i venti anni finito il periodo di remunerazione da parte del GSE, il produttore di energia da fonti rinnovabili potrà usufruire dello servizio “scambio sul posto”. Questo tutela il produttore dalle variazioni del prezzo dell’energia definite dal mercato energetico per tutta la vita dell’impianto (25/30 anni).
Un impianto fotovoltaico ha una durata di oltre 30 anni senza che venga ristrutturato o modificato tranne la sostituzione dell’inverter dopo 100/150 mila ore di funzionamento circa. I moduli fotovoltaici vengono garantiti dal costruttore per un periodo di almeno 5 anni. L’impianto, una volta installato, è autosufficiente. Non necessitano interventi manutentivi particolari tranne quelli derivanti da eventi meteorologici. Il costo annuo di manutenzione incide nella misura del 2% del costo dell’impianto.
Il costo dei pannelli si aggira intorno a 3.000 euro per KWp, a cui vanno aggiunti i costi degli inverter, di progettazione di installazione, trasporto dei materiali stessi ed in fine l’I.V.A al 10%.
Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico.
Dipende principalmente dal tipo di pannelli (monocristallino, policristallino, amorfo). Lo spazio occupato dai pannelli fotovoltaici monocristallini installati su tetto inclinato e’ pari a circa 8 m² per kWp installato mentre per quanto riguarda i tetti piani e’ pari a circa 12 m² per kWp.
Qual è il PBP di un impianto fotovoltaico?
Il Pay Back Period identifica il numero di anni entro cui l’investitore rientra dal capitale investito. Nel caso di un impianto fotovoltaico che usufruisce di un’incentivazione in conto energia tale grandezza è in funzione della potenza installata, dal grado d’integrazione e dell’irraggiamento solare specifico della zona in cui l’impianto solare è situato. Il ritorno dell’investimento varia dai 6 agli 11 anni a seconda della latitudine e delle dimensioni dell'impianto fotovoltaico.
L’impianto fotovoltaico funziona anche se il cielo è nuvoloso?
L’impianto fotovoltaico funziona al meglio in presenza di irraggiamento solare diretto (cielo sereno, moduli orientati a sud, temperatura di 25 °C ), ma un minimo di energia elettrica e’ prodotta anche in caso di cielo nuvoloso, sfruttando la radiazione solare diffusa.
Che tipo di agevolazione fiscale esiste per il fotovoltaico.
Il principale incentivo nazionale è:
CONTO ENERGIA: per tutti gli impianti di potenza compresa tra 1 e 1000 kWp, incentivo della durata di 20 anni sull'energia prodotta dall'impianto connesso alla rete elettrica (DM del 6 Febbraio 2006 che aggiorna il precedente DM del 28 Luglio, conto energia);
A questi incentivi si possono sommare alcune opzioni:
· Vendere l'energia prodotta al gestore della rete ad un prezzo fissato (Delibera n. 34/05 – Acquirente Unico) o venderla sul mercato libero (Delibera n. 168/03);
· Per impianti di potenza non superiore ai 200 kWp connessi alla rete elettrica si può scegliere di applicare lo scambio sul posto (scambio di energia con la rete elettrica) tra l'energia elettrica immessa in rete e quella prelevata dalla rete.
· Aliquota IVA al 10%;
· Possibilità di integrare il conto energia con incentivi in conto capitale che non superino il 20% del costo dell'investimento.
Che tipo di tecnologie esistono?
Tutte le tecnologie si basano sull’uso del silicio, l’elemento più diffuso sulla crosta terrestre (28%) dopo l’ossigeno.
Le tecnologie più comuni sono 3:
· Silicio monocristallino, che utilizza silicio purissimo, con atomi perfettamente allineati i quali garantiscono la massima conducibilità.
· Silicio policristallino, con monocristalli di silicio aggregati di forme e orientamenti diversi.
· Silicio amorfo o a film sottile, che non ha struttura cristallina e i cui atomi vengono deposti chimicamente in ordine casuale senza alcun allineamento (struttura amorfa), utilizzando quantità di silicio molto basse
Ogni tecnologia si differenzia per prestazioni, rendimento, costi e durata.
Le prestazioni dipendono da caratteristiche quali l’irraggiamento, la posizione, la temperatura di esercizio ecc.
Il rendimento è la percentuale di energia trasformata rispetto a quella irraggiata sul modulo, e il passaggio è dal monocristallino all'amorfo in ordine decrescente ovvero, a parità di produzione di energia elettrica, un pannello fotovoltaico amorfo occuperà una superficie maggiore rispetto ad un equivalente cristallino.
In termini di costi, l’amorfo costa meno ma ha un tempo di vita ridotto mentre, un pannello solare in silicio monocristallino e/o policristallino ha garanzia di vita per almeno 25-30 anni.
Esistono poi altre tecnologie più recenti come l’etero giunzione e il silicio microsferico ma non ancora commercializzate al grande pubblico. In tutti i casi, il silicio viene poi fuso in lingotti di 10/15 cm di diametro e affettato in sezioni di 0,25-0,35 mm di spessore. Due strati di silicio a differente potenziale elettrico posti tra le due facce delle sezioni ricavate dai lingotti costituiscono la cella fotovoltaica. Le celle fotovoltaiche collegate tra loro formano i moduli fotovoltaici che come abbiamo visto sono in grado di trasformare la luce solare in energia elettrica.
Con il fotovoltaico sono immune da black-out?
NO. Per ragioni di sicurezza, in caso di black-out manutentivo da parte dell’Enel l’impianto non è funzionante, per evitare rischi di sicurezza per gli operai che potrebbero essere fulminati dall’energia generata dall’impianto fotovoltaico.
L’installazione di un impianto fotovoltaico richiede modifiche al mio impianto elettrico esistente?
No, non si deve modificare l'impianto esistente. L’impianto fotovoltaico ha una sua linea autonoma che deve essere collegata al quadro elettrico generale, e due contatori installati dal gestore elettrico: uno in entrata, per registrare l’energia elettrica prelevata dalla rete nazionale, e uno in uscita, per contabilizzare l'energia elettrica immessa in rete dall'impianto fotovoltaico.
Quanto può rendere economicamente un impianto fotovoltaico?
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Le capacità produttive dipendono da diversi fattori, quali ad esempio la posizione geografica, le dimensioni dell’impianto e di conseguenza la potenza dello stesso. |
Un impianto da 3kWp, occupante una superficie di 24mq, ha una capacità produttiva di 4.500 kWh l'anno; rendendo in 20 anni, circa 38.000 € azzerando o riducendo inoltre i costi della bolletta Enel.
Un impianto da 20KWp, superficie 160mq, riesce a produrre 30.000 kWh l'anno, che in 20 anni rendono circa 350.000 €
Un impianto da 50KWp, superficie 400mq, riesce a produrre 75.000 kWh l'anno, che in 20 anni rendono circa 900.000 €

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